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LICCO
Sette anni insieme, certo non sono troppi, eppure Licco mio, quanto m'hai dato, da sotto il pelo con i tuoi grandi occhi di cane buono, gentile, affezionato.
Avevi il vizio di salire sul letto, d'addormentarti sotto chiotto, chiotto. Come noi, tu non eri perfetto, e dentro casa facevi un gran casotto!
Nei prati su in montagna scorrazzavi con quelle gambe corte e il pelo bianco, salti e capriole e tu non ti fermavi: mai una volta che ti avessi visto stanco.
Con i miei gatti in campagna un carosello di abbai e di fughe tra le piante, però andavi d'accordo, e questo è il bello, che eri per loro amico e... sorvegliante.
Se due maschi litigavano tra loro, tu da "sceriffo" andavi per dividerli, e quando di notte andavano in amore, correvi svelto fuori per azzittirli.
Una mattina brutta sei sparito,con un infezione strana, maledetta; ti ho portato da Francesca stramortito, e da lei ti ho dato l'ultima stretta.
Piangere per un cane è una esagerazione: il cane è una bestia, mica un cristiano! Però dentro di me ho un gran magone:spero che col tempo, passerà pian, piano.
Colgo una rosa, fiorita non si sa come, la poso sul cantone dove tu riposavi.
A nessun cane darò il tuo nome!
Mai più io sentirò come abbaiavi! L'amore fra l'uomo ed il cane è una realtà, che a forza di stare insieme si sviluppa. Licco, mi hai dato tanta felicità, per due carezze ed una ciotola di zuppa!
Giuliano Foresi
San Giovanni del Prugneto, 28 novembre 2001
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